Leo Nisi - The Official Site


Vai ai contenuti

Menu principale:





PRESENTAZIONE

Che sia un romantico "Pierrot della tavolozza" lo si evince dal leit-motiv della Luna, quasi onnipresente in ogni sua opera: olio, quache, disegno, lito. E anche ceramica. Che poi Leo Nisi sia di origine pugliese lo si deduce da un altro ricorrente indizio: la singolarità del paesaggio, sia agreste che marino. Un paesaggio, decisamente mediterraneo, dominato da una ridda di casette bianche, abbarbicate su un colle e strette le une alle altre per non cadere; o, forse, per non interrompere quel niveo lucore che attesta il ricorrente uso della calce e che, di tanto in tanto, è punteggiato da macchie di verde.
E in primo piano? C'è quasi sempre un oggetto domestico; di quelli captati dal "clic" della memoria che scandiscono un lessico famigliare: la macchina per cucire della nonna, il macinino del caffè, il vecchio lampione. E ancora: la ruota del traino, il torchio del frantoio, il tino che sprigiona odor di mosto.
Insomma, retaggi di un mondo perduto o in via di estinzione. Di qui, l'aura di soffusa malinconia che talvolta assume il sapore di una recherche proustiana e tal altra diventa vibrant denuncia e amara consapevolezza di un degrado inarrestabile e di un impossibile recupero di quegli antichi valori in piena era tecnologica.
A questo punto, sconforto e pessimismo dovrebbero spazzare ogni barlume di speranza. Ma ecco entrare in scena i colori, quei colori tipicamente mediterranei che ricorrono a tutta la gamma dell'arcobaleno per comunicarci, attraverso la mediazione della pennellata pastosa e sensuale di Nisi, brio e spensieratezza, ardore e passione. A tali accattivanti cromatismi fa dunque appello il nostro irriducibile Pierrot. E la Luna ancora una volta gli dà una mano. Con la sua costante, quasi ossessiva. presenza.

Anche quando al paesaggio subentra l'interno di una casa o di un trullo, Selene, a spicchi o a tutto tondo, fa capolino, occhieggiando da una grata oppure da un finestrino. Sempre disponibile ad illuminare il cammino del viandante o a snidare le insidie di un mare procelloso per rendere tranquilla e sicura la navigazione dei marinai. Sempre pronta ad infondere coraggio anche a noi titubanti: mai tirare i remi in barca anche in tempo di burrasca, perché dopo ogni tempesta - come recita un vecchio adagio - torna il sereno.

È questo, in definitiva, il messaggio che traspare dalle tele di Leo Nisi, dai suoi tramonti solari, dalle sue albe gioiose che irradiano fiducia e ottimismo: non tutto è perduto se c'è voglia di risalire la china. È lui stesso a darcene un valido esempio con il suo segno deciso e graffiante, con la sua tavolozza festosamente policroma. Insomma, alla fin fine la buona pittura trionfa. La pittura senza trucchi o cerebralismi, quella di un cantore della bellezza, di un
poeta del colore che non penalizza la forma e intona peani alla vita.

Vinicio Coppola


Torna ai contenuti | Torna al menu